Già (brevi considerazioni sui curdi) – repost

Giustamente, specie a sinistra, si esulta per il 13% ottenuto dall’HDP alle ultime elezioni turche. Perché permette l’ingresso della minoranza curda in parlamento, perché l’HDP ha unito anche aree della sinistra turca andando oltre la stretta rappresentanza etnica e perché ha posto un freno ai propositi sempre più autoritari del premier Erdogan e dei suoi islamoderati, fermati al 40,8%.

Però però però: c’è una forte ipocrisia (o una grande malainformazione) sull’HDP. In primis, non si dice che di fatto è l’ala politica del PKK. O, più precisamente, è il suo superamento dopo il ritiro dei miliziani e la proclamazione del cessate il fuoco da parte del suo leader Ocalan. Già, Ocalan. Quello che venuto in Italia a chiedere asilo politico fu praticamente consegnato alla CIA e da lì ai turchi dei quali tutt’ora è prigioniero. Già, i miliziani. Quelli che ora sono il braccio armato del partito curdo in Siria, ed hanno respinto gli attacchi dell’IS contro le cittadine curde di Kobane e Rojava. Già, Kobane e Rojava. Quelle del “confederalismo democratico”, della partecipazione popolare ai processi decisionali, dei pieni diritti civili e politici alle donne, della laicità della cosa pubblica; perché Allah è grande e misericordioso quindi non vuole oppressi e oppressori. Già, oppressi e oppressori. Che in questo caso, IS e PKK, sono curiosamente bollati entrambi come terroristi in occidente. Già, l’Occidente. Quello che… vabbè lasciamo perdere che c’ho da fare.

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