Sull’#8marzo

Oggi si festeggia (?) la Giornata internazionale della donna, volgarmente nota come festa della donna.

Un paio di considerazioni

1- una delle feste più ipocrite della storia. Da due giorni sviolinate riguardo al fatto che la donna è il sale, il perno, il gioiello della società. Essa è preziosa e assolutamente indispensabile* . Apparte il rigurgito di patriottismo maschile che mi fa pensare “Oh non è che noi siam proprio inutili eh” , mi chiedo perchè a colei così preziosa, a un colloquio di lavoro, 8 volte su 10 le si chiede se vuole avere figli ancor prima di guardarle il curriculum. Paura che si rovini con il parto?

* non è preziosa e indispensabile in quanto esser umano? o il concetto è ribadito doppio perchè la si considera di serie B nella prassi?

2- una delle feste più deformate della storia. Ometto per sintesi l’intera storia della genesi di questa giornata, e mi limito a ricordare qual’è stato il criterio per fissarla l’8 di marzo.
l’8 marzo 1917 le donne di San Pietroburgo guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra. Di lì, scaturì la rivoluzione di febbraio che abbattè lo Zar. Nel 1921 la conferenza internazionale delle donne comuniste (l’omologo femminile del Komintern) fissò, in ricordo di ciò, all’8 di marzo la “Giornata internazionale dell’operaia”. In ricordo di un’affermazione della donna nella lotta politica, di classe e per la pace. Altro che mimose.

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