[Articolo PostDatato] Qualche ovvietà su razzismo,integrazione e periferie

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Premessa: A Roma,nel quartiere periferico di Tor Sapienza,situato a oltre 5 km dal perimetro delle antiche mura Aureliane,da giorni si verificano disordini tra italiani e immigrati stranieri,con qualche occasionale comparsata delle forze di polizie e di esponenti locali e non della “destra nazionale”.

Il fatto scatenante PARE sia stata la “solita” tentata violenza sessuale ai danni di una ragazza italiana (non vi ricorda nulla?). In realtà,l’elemento ultimo di disturbo in una situazione già delicata è stato dato dal sovraffollamento del centro d’accoglienza per minori situato nel quartiere,che ha moltiplicato gli attriti tra romani e stranieri di varie etnie.

Considerazioni: La prima,quasi la più banale,è “Tor Sapienza certo non era il giardino dell’Eden prima che ci mettessero in centro d’accoglienza”. Detta così,sembra quasi una cattiveria. In realtà è la semplice constatazione che Tor Sapienza,come la maggior parte delle periferie italiane (mondiali?) è afflita da una marea di problemi: degrado,ghettizzazione,assenza di istituzioni,microcriminalità e criminalità organizzata,mancanza di servizi e di lavoro. E le borgate romane ci sono nate così,dai trasferimenti di popolazione fatti durante il fascismo che voleva ripulire il centro storico non solo dalle sovrastrutture architettoniche medievali,ma pure da “elementi indesiderati e di dubbia moralità” (se lo ricordassero,i sopracitati esponenti della “destra nazionale”) che andava a rinchiudere nella campagna,in aree prive di tutto dominate da blocchi che formavano la M di Mussolini se visti a volo d’uccello. Il progressivo concentrarsi,a ondate,di altri abitanti di origine straniera in queste zone,tendenzialmente ancora più poveri dei residenti originari,innesca due processi differenti: il primo,che la qualità di vita nel quartiere cala ulteriormente per l’aumento dei poveri non corrisposto dall’aumento di servizi sociali (anzi….) ; il secondo,che all’interno del “ghetto” della periferia povera si crea un ulteriore ghetto,formato dagli stranieri,che tendono a diventare l’incarnazione dei problemi della zona.

Da qui altre considerazioni: la ghettizzazione è funzionale al sistema (in maniera più o meno deliberata), e,per citare Pasolini, “il razzismo è odio di classe incoscio”.

Mi spiego: la creazione di un centro d’accoglienza per minori stranieri in un quartiere come Tor Sapienza ha come prima conseguenza quella di isolare questi giovani immigrati (che,ricordo,hanno pieno diritto di assistenza e sono tutelati sia dalla legge italiana che da convenzioni internazionali) dalla vita civile di una comunità urbana funzionante. In sintesi,siccome non sono espellibili e ce li dobbiamo tenere (cit.),si pensa bene di spedirli lontano da occhi indiscreti. Come,ad esempio,un’area periferica di una grande metropoli. Le conseguenze sono ovvie: i ragazzi là ospiti si legano con immigrati connazionali là risedienti,che talvolta solo a loro volta isolati dagli italiani. E magari non possono (o non sono indirizzati a) frequentare le scuole locali,o non possono (non sanno) accedere ai servizi sanitari locali. Così potenziali futuri cittadini italiani (a 18 anni,se rispondenti ad alcuni requisiti,possono richiedere cittadinanza),invece di esser inseriti in un processo integrativo,sono inseriti nel processo di ghettizzazione che colpisce già i loro connazionali.

In queste condizioni,il moltiplicarsi di situazione fuori dalla legalità non può stupire: il disagio e l’isolamento sociale è terreno fertile per la delinquenza. Che trova un lucido specchio nelle situazioni analoghe che vivono gli italiani del quartiere,a loro volta ghettizzati nei loro “blocchi”,spesso senza lavoro,preoccupati di come sbarcare il lunario. Un meccanismo che una volta innescato si autoalimenta,nell’indifferenza delle istituzioni (a chi importava di Tor Sapienza fino a una settimana fa?) ma con la possibilità per i capopopolo di turno (vedi un risorto Alemanno) di cavalcare l’onda e riesumarsi politicamente a capo degli “italiani brava gente”.

Così,ad esempio a Roma,tutti contenti: Il governo prometterà interventi fulminei,i “neri” (politicamente) ritornano in piazza,la questura scarica le sue colpe su chi ha creato una situazione ingestibile,il consiglio comunale PD può buttare a mare il troppo autonomo Marino (che paga colpe non sue e l’inesperienza nel muoversi tra i banchi della politica),mentre i cittadini del posto finalmente hanno trovato la causa dei loro mali contro cui sfogare le mille inadempienze dei governanti: i “neri” (questa volta,etnicamente). Ed ecco spiegata la funzionalità al sistema,che mette in atto una quarantena in zone dove tutto può accadere senza conseguenze politiche (in parole povere,non sarà per Tor Sapienza che cadranno i governi).

Da qui mi riallaccio e spiego brevemente il perchè della citazione Pasoliniana: centro d’accoglienza,i fantomatici “40 euro al giorno agli immigrati” ecc. sono,agli occhi dei residenti italiani,come dei gesti d’affetto che lo Stato italiano fa verso degli stranieri e non verso di loro,italiani figli di italiani. Che di motivi per sentirsi abbandonati ne hanno,eccome. Ma che non riescono a metabolizzare la loro situazione sociale,non hanno,per dirla marxisticamente,consapevolezza di classe. Perciò non indirizzano il loro sfogo verso la causa della situazione (il malgoverno delle aree periferiche),ma verso quello che è a loro volta il gradino inferiore nella scala sociale,ovvero lo straniero povero che vive accanto a loro. Esattamente come nello schema marxista,dove il fascismo,emanazione della piccola borghesia e alleato della grande per schiacciare il proletariato,gli italiani poveri prestano l’orecchio ai peggiori populismi i quali puntano a cavalcare l’onda razzista per salire al potere.

Come da titolo,credo di non aver scritto nessuna novità eclatante nell’analisi di queste situazioni,ma parafrasando il titolo della biografia di Giorgio Perlasca scritta da Enrico Deaglio,anche il bene è banale.

p.s. Ogni interpretazione di Pasolini e di Marx nell’ultima parte dell’articolo è strettamente personale,quindi se non la condividete non vi preoccupate,potreste pure aver ragione voi 🙂

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